L’apparecchiatura di ricarica e controllo FOX Serie ARM28 costituisce uno strumento tecnico indispensabile per la corretta gestione degli impianti oleodinamici. Nello specifico, questo dispositivo è progettato per eseguire con estrema precisione le operazioni di controllo, riduzione e ripristino della precarica di azoto all’interno di accumulatori e smorzatori di pulsazioni. L’utilizzo di un sistema dedicato garantisce l’efficienza prolungata dell’impianto, minimizzando i rischi legati a perdite di carico o sovrapressioni improvvise.
Specifiche Costruttive e Componenti Standard
Dal punto di vista costruttivo, il corpo dell’apparecchiatura Serie ARM28 è interamente fabbricato in acciaio ad alta resistenza, trattato superficialmente con zincatura trivalente. Questo trattamento conferisce un’ottima resistenza alla corrosione, rendendo lo strumento adatto a contesti industriali gravosi. Il dispositivo supporta in totale sicurezza una pressione massima di lavoro che raggiunge i 1000 bar. L’esecuzione standard viene fornita in una pratica valigetta dedicata e comprende una serie di componenti essenziali: un manometro integrato (disponibile anche con unità di misura speciali su richiesta) , un tubo flessibile ad alta pressione lungo 2.5 metri , e le connessioni operative necessarie per il circuito. Lato bombola azoto è presente un attacco filettato 3/8″ BSP-F , mentre lato accumulatore o smorzatore si utilizza una connessione standard M28x1.5. Per garantire la massima compatibilità con vari sistemi, è inoltre disponibile l’adattatore di riduzione RID2858, in grado di convertire il passo da M28x1.5 a 5/8″UNF.
Procedure di Controllo e Riduzione della Pressione
Il controllo accurato della pressione richiede la totale assenza di carico idraulico nel circuito ospitante l’accumulatore. L’operatore svita completamente il pomolo superiore aprispillo prima di avvitare l’apparecchiatura sulla valvola azoto. Successivamente, svitando il pomolo della valvola di scarico azoto e azionando la testa quadra superiore, il manometro rileverà istantaneamente la pressione interna. Qualora la lettura indichi un valore nullo nonostante l’apertura completa, l’accumulatore risulta del tutto scarico. Per ridurre una pressione eccessiva, si avvita lentamente il pomolo situato sulla valvola di scarico fino all’ottenimento del valore target, procedendo poi allo svitamento per consentire la richiusura automatica della valvola. Al termine delle misurazioni, l’operatore elimina la pressione residua nell’attrezzatura riavvitando il pomolo di scarico, svitando infine l’intero dispositivo.
Linee Guida per la Ricarica dell’Azoto
Durante l’operazione di ricarica, l’operatore inserisce l’innesto rapido collegato alla bombola d’azoto secco prima di procedere all’apertura del pomolo superiore aprispillo. L’immissione del gas deve avvenire in modo estremamente lento, permettendo così alla membrana elastomerica o alla sacca interna di conformarsi progressivamente al nuovo livello di precarica senza subire lacerazioni repentine. A livello di sicurezza operativa, risulta tassativo l’impiego di un riduttore di pressione installato direttamente sull’uscita della bombola di azoto. Senza tale dispositivo di intercettazione, un’errata manovra esporrebbe l’accumulatore a valori pressori ben superiori al limite strutturale massimo, pregiudicandone irrimediabilmente la funzionalità e l’integrità operativa. Il costruttore raccomanda l’esecuzione di un rigoroso controllo periodico della precarica a intervalli regolari di sei mesi.
Integrazione con Valvole Serie VM
L’apparecchiatura Serie ARM28 opera in sinergia con le valvole azoto tipo VM, caratterizzate da un corpo in acciaio zincato. Per i settori navali, chimici o per installazioni Heavy-Duty che richiedono standard metallurgici superiori, sono previste le varianti VRMX e VRMXHD, interamente realizzate in acciaio inossidabile AISI 316L. Tali valvole sono ottimali non solo per gli smorzatori, ma per qualsiasi sistema a gas o fluido che necessiti del controllo della pressione e dello spurgo dell’aria in circuiti idraulici chiusi.
